giovedì 30 maggio 2013

Ho trasferito il sito / Transferring the site

Buongiorno a tutti! Ho trasferito il blog su: http://renatagoestosantiago.wordpress.com

Per continuare a ricevere notizie dal mio Camino, seguitemi lì :-)

Un saluto a tutti!

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Good morning to all! I transferred my blog to: http://renatagoestosantiago.wordpress.com

To continue to receive news from my Camino, follow me there :-)

Regards to all!

mercoledì 29 maggio 2013

Sosta a Burgos / Stay at Burgos


Che giornata piacevole! La caviglia sembra star meglio. 
Dopo un sonno ristoratore, per poter ingurgitare l'antinfiammatorio, una bella colazione al bar "Milan" (strano nome per un bar a Burgos!) con croissant enorme, aranciata e cappuccino. Fortunatamente, la scelta della colazione è semplice, al contrario della cena che offre menù che fan raddrizzare i capelli, non si riesce mai a tradurre il none di una portata, per lo più, vengono usati termini dialettali intraducibili e...la sorpresa all'arrivo del piatto è assicurata. A proposito di stranezze, ormai ho viaggiato in Spagna per più di 290 km e non ho ancora visto una pizzeria; in tutti i miei viaggi in giro per il mondo, la pizzeria era una costante nel paesaggio urbano, qui, evidente, non è molto gradita.
Con mia grande gioia, sono riuscita ad arrivare fino alla cattedrale, attraversando la parte antica di Burgos. Che bella cittadina, gradevole e benestante! Ho potuto ammirare la Casa del Cordòn dove nel 1497 i "Re Cattolici" ricevettero Cristoforo Colombo per il suo secondo viaggio. La statua del Cid Campeador, i bei palazzi del centro storico, le belle chiese gotiche e, dulcis in fundo, la cattedrale, forse la più imponente cattedrale gotica esistente. Torri, guglie, pinnacoli, rosoni, statue, terrazze, cappelle, altari, due chiostri sovrapposti, la tomba del Cid Campeador. Tutto è impressionante. All'uscita dalla cattedrale, il cielo mi ha regalato dei bei colori e nuvole bianche e gonfie che hanno abbellito ulteriormente le foto scattate. 
La sera abbiamo avuto un'ottima cena senza toro moribondo, locale scelto "ad hoc". 
Domani partiamo per Leon in autobus. Speriamo, così facendo, di ritrovare il nostro amico Roberto che ha continuato la via per Santiago senza fermarsi a Burgos.

--- English version and more pictures coming soon :)


martedì 28 maggio 2013

Sosta a Burgos / Stay at Burgos


Oggi riposo. Tutto il giorno a letto. Mi sembra di stare un po' meglio. Mi sono alzata solo per andare a mangiare.  Devo prendere degli antinfiammatori che richiedono stomaco pieno, non posso saltare i pasti. 
Per ora, a Burgos frequento solo ristoranti e bar a meno di 100 metri dall'albergo. Non so come sia la sua meravigliosa cattedrale, ma so cos'è la "morcilla de Burgos" o il "solomillo ibérico" o la "bola de presa ibérica tipo chuletón" o gli "habitas baby salteadas con foie" (per sapere cosa sono, meglio fare ricerca su internet) tutti piatti tipici intraducibili o quasi. Non posso non far notare che le cene nei ristoranti sono spesso accompagnate dal toro moribondo  che appare su schermi giganti mentre viene ucciso nella corrida. 
Domani, spero di poter vedere qualcos'altro oltre solomilli, morcille, bole e corride.

Today is for resting. All day in bed. I feel I'm getting better. I got up only to go eat. I have to take anti-inflammatories which require a full stomach, so I can't skip any meal.
For now, in Burgos I have just been to restaurants and less than 100 meters from the hotel. I still do not know how does the beautiful cathedral in Burgos look like, but I do know what is the "morcilla de Burgos" or "solomillo ibérico" or "bola de presa ibérica tipo chuletón" or "habitas baby salteadas con foie" (to know what they are, better look it up on the web), all dishes impossible to translate. I cannot not highlight that the meals at the restaurants are often accompanied by the dying bulls during the corrida that screens on the gigantic TVs.
Tomorrow, I hope I will be able to see something more than the solomilli, morcille, bole and corride.






lunedì 27 maggio 2013

12' tappa - Agès-Burgos 23km / Day 12: Agès-Burgos 23km


Questa notte ho potuto dormire bene.  Purtroppo, appena alzata ho capito che il problema alla caviglia non era migliorato. 
Come accade ogni mattina negli albergue, al buio, ho raccolto le mie cose, tastando qua e là sul letto, ho preso lo zaino cercando di non far rumore e sono uscita a lavarmi e vestirmi. 
Negli albergue, purtroppo, capita che nella stessa stanza alloggi sia chi fa il Camino da vero pellegrino, portandosi il proprio zaino, sia chi lo zaino lo spedisce e magari accorci la tappa prendendo un bus. I primi, devono alzarsi presto e prepararsi al buio per non "disturbare" i secondi che devono "riposare" e che spesso hanno il coraggio di protestare se sentono piccoli rumori. Anche questo è il Camino!
Dopo aver fatto la solita colazione del pellegrino, ci siamo vestiti con tutti gli accessori adatti ad affrontare la tappa di oggi che si annunciava "bagnata". Un forte temporale aveva imperversato tutta la notte e la nebbia bassa che ci circondava non lasciava speranze. 
Ho iniziato a camminare piano, sotto la pioggia, ma da subito ho capito che il mio problema alla caviglia era da non trascurare. Il dolore è ricominciato forte e ho ripreso a zoppicare. Insieme ai miei compagni di viaggio ho preso la decisione di andare a Burgos con un qualsiasi mezzo di trasporto, bus o taxi o autostop. Quest'ultima possibilità è capitata per prima. Si è fermata una gentile signora che stava portando le proprie figlie a scuola a Burgos. Mi ha caricata e portata al pronto soccorso dell'ospedale universitario di Burgos. Durante il tragitto, una delle figlie mi ha chiesto se potevo correggere il suo compito di inglese. Correggendoglielo, e cercando invano di dialogare con lei,  ho capito che anche in Spagna come in Italia, l'insegnamento della lingua inglese ha delle enormi lacune. Le ho consigliato di leggere tanto in inglese e guardare film con sottotitoli. Quando, davanti alla scuola, l'abbiamo salutata, la mamma le ha detto di prenderle un appuntamento con l'insegnante di inglese. Forse l'aver sentito che sua figlia non riusciva a comunicare alcunché in inglese le ha fatto capire che doveva chiedere spiegazioni all'insegnante. 
Arrivata al pronto soccorso, una struttura bella e ben organizzata, dopo le pratiche burocratiche di rito, sono stata visitata e mi è stata diagnosticata una tendinite al retinacolo superiore (parte anteriore della caviglia) causata, non dal camminare, ma dal peso dello zaino. Sono stata bendata fin sotto il ginocchio e mi è stata prescritta una cura con antinfiammatori, da fare per 4 giorni. Ghiaccio e gamba alzata il più possibile. Potrei ricominciare il Camino domani, ma ho decido di riposare un giorno a Burgos. L'albergo dove alloggiamo è accogliente e in centro. Riuscirò sicuramente a riposarmi bene. 
Ho trascorso tutto il giorno a letto, dormendo e leggendo. 
Spero, prima di partire, di poter vedere la meravigliosa cattedrale gotica che oltre a bellissime opere d'arte, ospita la tomba di "El Cid Campeador" e di sua moglie "Doña Jimena".

--- English version on its way soon!





domenica 26 maggio 2013

11' tappa: Belorado-Agès 27km / Day 11: Belorado-Agès 27km

Nonostante il menù del pellegrino di ieri sera non fosse granché (paella così così, nasello insapore con patate indefinibili e un creme caramel passabile), son riuscita a dormire bene. 
Sveglia all'alba e colazione del pellegrino con pane e, ahimè, poca marmellata e un caffè. 
La sorpresa di oggi è il gran freddo, un grado. Le mani erano congelate nonostante i guanti. La temperatura si è comunque alzata rapidamente grazie al bel sole che splendeva. 
Purtroppo, dopo pochi chilometri, senza nessuna causa apparente, ho iniziato ad avere dolore alla caviglia. Il dolore è aumentato al punto che ho iniziato a zoppicare e...mancavano 15 km alla meta. Dentro di me ero disperata, ma stringevo i denti e andavo avanti. In quei momenti tutto è in dubbio e si pensa: forse non mi passerà, forse non riuscirò ad andare avanti, forse non arriverò alla meta di oggi. E intanto si va avanti. Quando mancavano circa 10 km, Roberto, con la sua farmacia ambulante, mi ha generosamente offerto una preziosa pomata indiana da spalmare sulla parte dolorante. Gianfranco me l'ha spalmata con cura e dopo un buon massaggio, mi son rimessa in marcia. La pomata ha iniziato a far effetto a circa 5 km dall'arrivo ad Agès. Adesso, sono quasi le 22.00, sto meglio e spero di arrivare domani a Burgos senza problemi. 
Mentre zoppicavo, mi rendevo conto di attraversare una bellissima zona, anche se godevo poco del paesaggio. Quasi tutto il percorso di oggi si é svolto in quella che un tempo era la zona più pericolosa per i pellegrini a causa dei briganti, dei lupi e del gran freddo.  Ci si addentra in grandi boschi di querce ancora spoglie e pini rigogliosi. Erica enorme e dal bel colore intenso. Un grande sentiero che si dipana sull'altopiano a circa 1.150 metri di altitudine, porta a San Juan de Ortega con la sua bellissima chiesa e l'antico monastero. 
Mentre arrivavamo ad Agnès, un forte temporale ci ha sfiorati, ma fortunatamente non è riuscito a raggiungerci. 
Arrivata in albergue, ho subito fatto la doccia e mi sono messa a letto per riposare la caviglia.  La stanza in cui alloggiamo è sottotetto con 8 letti. Spero di recuperare energie e dormire bene.

English version on its way! Bear with me :)










sabato 25 maggio 2013

10' tappa: Santo Domingo della Calzada-Belorado 23km / Day 10: SantoDomingo della Calzada-Belorado 23km

La notte trascorre tranquilla sotto le lenzuola fresche. Tutta una tirata fino al suono della sveglia. Come ogni giorno, do massima cura alla preparazione dei piedi: massaggio accurato con vaselina, spruzzatina di Timodore, calze finissime di cotone senza cuciture, calze da trekking ben aderenti, scarpe ben allacciate.  Dopo la consueta ricca colazione, ci inoltriamo nel centro storico tra le viuzze medievali, passando davanti alla famosa cattedrale di Santo Domingo che conserva al suo interno preziose opere d'arte ed il famoso recinto col gallo e la gallina vivi. Vengono sostituiti ogni due mesi dai contadini locali per mantenere vivo il ricordo di quanto accaduto nel XII secolo proprio qui a Santo Domingo. Un giovane pellegrino tedesco insieme alla famiglia erano diretti a Compostela. La figlia dell'oste, vedendolo, si invaghì di lui e sperò di diventare sua moglie, ma il ragazzo rifiutò. La ragazza decise così di vendicarsi. Nascose nei poveri bagagli del ragazzo una tazza d'argento e subito andò dal giudice a denunciare l'accaduto. Il giudice fece immediatamente arrestare ed impiccare il giovane. La madre del povero ragazzo, disperata, si rivolse all'apostolo Santiago e questi le apparve davanti dicendole che suo figlio era ancora vivo. Lei corse sulla piazza dell'impiccagione e vide il figlio ancora vivo che le diceva che Santiago lo stava sollevando. Immediatamente, la madre si rivolse al giudice chiedendogli di liberare il figlio perché era ancora vivo. Il giudice le rispose che suo figlio era ancora vivo come le due galline che in cucina da ore bollivano in pentola. In quel momento le galline iniziarono a cantare e svolazzare fuori dalla pentola. Da allora si dice: Santo Domingo della Calzada fece cantar gallina cucinata. 
Ci lasciamo alle spalle il bel paese medievale e le sue belle storie ed iniziamo il percorso che oggi si sviluppa interamente di fianco all'autostrada tra enormi distese di campi coltivati a cereali. 
Un cippo chilometrico ci indica che mancano 555 km a Santiago di Compostela. La foto è di rito. 
Ben presto lasciamo la regione della Rioja per entrare in quella di Castilla y Leon, anche qui, la foto di rito davanti al cartello che indica tutto il Camino nella nuova regione che stiamo per attraversare. 
Percorriamo i chilometri rimanenti attraversando paesini medievali ricchi di storia e capolavori d'arte. Entriamo in Belorado verso le due e, arrivati al bell'albergo con piscina e solarium, immediatamente mi reco nella lavanderia per non correre il rischio di trovare tutte le lavatrici occupate. Felice di esser stata più veloce degli altri, lavo e asciugo con l'asciugatrice tutti i miei vestiti in un baleno. 
Sono pronta per visitare il centro storico di Belorado. Rimaniamo piacevolmente sorpresi dalla sua bellissima piazza e dalle sue belle chiese. In alto, sulla collina che sovrasta il paese, svettano i ruderi di un castello del X secolo da cui si gode un bel panorama. 
Anche stasera siamo felicissimi di dormire sotto le lenzuola, ma domani...ci aspetta l'ostello con i suoi letti a castello e tanti concerti.

--- English version coming soon!


















venerdì 24 maggio 2013

9' tappa: Najete-Santo Domingo della Calzada 21km / Day 9: Najete-SantoDomingo della Calzada 21km

Dopo una buona dormita, verso le 6,30 lasciamo il bell'albergue che ci ha ospitato. Ci incamminiamo tra le stradine deserte di Najete. Dopo tanta pioggia, per la prima volta vedo sorgere il sole. La stupenda  falesia di rocce rossastre, alla base della quale è sorta la cittadina di Najete, è illuminata dal sole. È uno spettacolo che si offre a chi si svegli all'alba. 
Attraversiamo tutto il centro storico fino alla bella chiesa di Santa Maria la Real fondata nel 1052 e contenente un pantheon con le tombe dei re di Navarra, Castilla e Leon. 
Inizia una ripida salita per oltrepassare la rossa parete tufacea. Arrivati sull'altopiano, il paesaggio diventa un enorme granaio alternato a filari di viti. Un paesaggio incantevole. 
Tutto il sentiero è ben battuto e ampio. 
Intravvediamo un campo da golf. È Cireña, Tutto intorno, tanti comprensori di villette disabitate, ma ben curate. case appena costruite. Tutto è in vendita. Facciamo una piccola sosta in giardino dove ritroviamo la signora francese che aveva dormito nella nostra stanza. Le offriamo del cioccolato che accetta di buon grado. Nel Camino si parlano mille lingue. È possibile incontrare persone provenienti da tutto il mondo. È un continuo cercare di affrontare discorsi nelle lingue più disparate, inglese, francese, spagnolo, giapponese,  coreano, portoghese, tedesco ecc. Ogni giorno si fa una parte del Camino insieme a qualche pellegrino che ha voglia di parlare e raccontare di sé. Alla fine della giornata di cammino, ognuno va nell'albergue che ha scelto, ma il giorno dopo ci si incontra di nuovo sul Camino.  Probabilmente, arrivati a Santiago, saremo diventati tutti amici e proveremo anche malinconia al pensiero di non incontrarci più. 
L'arrivo a Santo Domingo de la Calzada è senza difficoltà. Il cielo è sereno, ma fa freddo. Questa sera alloggiano in un bell'albergo ospitato in un'abbazia cistercense. Dormiremo con le lenzuola, che piacere!

~~~ English version on its way...